
Sia nelle palazzine delle case e sia nelle aziende il cancello automatico è una realtà consolidata. Lo si usa nelle ville, nei moderni palazzi e nei parcheggi delle multinazionali destinati ai dipendenti. Consente minor perdita di tempo, resiste bene alle intemperie e rappresenta una comodità irrinunciabile.
Solo che è bene sapere che per legge, secondo la direttiva UNI EN 12453:2022, il proprietario di un cancello automatico deve sempre controllare il corretto funzionamento e in caso provvedere subito, perché lo stesso può essere fonte di pericolo e danno per cose e persone. Quante volte chi possiede un cancello di questo tipo effettua controlli? E a cosa deve porre attenzione? E ancora quando occorre farlo riparare?
Cancello automatico: quando va riparato
La chiamata a un tecnico o a una società di alto livello che si occupa della riparazione dei cancelli automatici come l’FP Elettronica, è da farsi quando ci si accorge che ci sono problemi al motore, ai sensori, alle componenti interne o al sistema di meccanizzazione dello stesso. I segnali possono essere tanti, fra cui il funzionamento parziale o mancante o il movimento troppo veloce o eccessivamente lento o ancora il blocco totale del sistema.
Conviene anche contattare un esperto se l’automazione procede normalmente, ma si avvertono rumori strani o vibrazioni anomale. Sono tutte situazioni queste che rientrano nella cosiddetta manutenzione straordinaria.
In quali, invece, occorre quella ordinaria? Proprio per rispettare le norme di sicurezza e non correre rischi?
Cancello automatico: manutenzione ordinaria perché farla
Secondo la direttiva Macchine i cancelli automatici devono essere sempre scorrevoli e devono avere le ante apribili. I portoni devono essere basculanti e sezionali. Le porte devono essere automatiche e avvolgibili. I tecnici addetti alla manutenzione devono verificare tutta una serie di parti del cancello, affinché queste siano a norma e per rilevare eventuali anomalie. In particolare oggetto delle verifiche saranno i cardini, i meccanismi di apertura e chiusura, le staffe e i pistoni.
Parti del cancello automatico da lubrificare
La lubrificazione, invece, riguarda i cardini, ma anche i sistemi di movimento e altre parti. Alla fine di tutto viene poi rilasciato un documento di avvenuto controllo che, in caso di problemi o controlli, dimostra che il proprietario ha seguito le norme in modo corretto.
La manutenzione eseguita in modo scrupoloso non basta, tuttavia, a garantire che il cancello sia sempre sicuro. Ci sono anche altre azioni che è doveroso conoscere proprio per non romperlo.
Cosa fare per non rovinare un cancello automatico
In particolare bisogna evitare di sovraccaricare lo stesso per non danneggiarlo o non ledere i meccanismi. Se si notano dei segnali di malfunzionamento bisogna intervenire subito con personale specializzato per evitare danni più gravi.
Se il meccanismo denota difficoltà nell’aprirsi o nel chiudersi, non va mai forzato il cancello per non rovinarlo del tutto. Infine va ricordato che anche il materiale, di cui è fatto il cancello stesso ha delle specifiche necessità di manutenzione.
Perché scegliere un cancello in acciaio inox: vantaggi e svantaggi
Se, per esempio, si sceglie l’acciaio inox, le cui proprietà sono esplicate in questo approfondimento, ovviamente bisogna conoscere quali qualità ha questo materiale, ma anche quali svantaggi può comportare.
Nel caso specifico l’acciaio inox è ottimo contro la corrosione delle intemperie, ma è molto costoso e in caso di pesanti carichi tende a deformarsi con il tempo. E, se entra a contatto con sostanze che contengono cloruro o altri componenti può decolorarsi o rovinarsi. In questo caso occorrerà poi riverniciarlo e lucidarlo perché sia ancora performante e anche il cancello stesso sia nuovamente presentabile.